
Paolo Sarpi: atto primo, secondo, terzo, quarto, quinto…
di Giuseppe Iadevaia, sindaco di Napoli in trasferta
Una normalissima giornata di shopping natalizio milanese. Si avvicina il Natale. Sono appena uscito da un ristorante cinese molto noto di via Paolo Sarpi con il mio migliore amico e decidiamo assieme di fare una passeggiata nel “nostro quartiere”. All’improvviso vediamo una gran folla e tutti correre verso il grande Store Oviesse, decidiamo anche noi di recarci subito sul luogo: una donna sofferente, stesa a terra che si lamentava atrocemente nella sua lingua: il cinese. Tutto intorno immediatamente si forma una capannella di curiosi, io ed il mio amico restiamo perché in attesa di una ambulanza la presenza nostra tra tanti “spettatori” poteva essere importante per tradurre almeno ciò che la donna provava in quel momento. Il pronto intervento tarda a giungere, cerchiamo di capire cosa possa essere successo: un uomo (di etnia nord africana) parcheggiando l’auto in divieto di sosta aveva “abilmente” aperto lo sportello della sua rovinatissima auto e scaraventato la signora giù dalla bicicletta che passeggiava tranquillamente mantenendo la destra civilmente. Scena a dir poco fantozziana eppure che lascia molto riflettere. Ci sono delle cose difficili da raccontare, delle atmosfere, dei sentimenti… gli sguardi della gente lì presente… quasi tutti con gli stessi occhi si ma appunto con sguardi differenti ad osservare e riflettere sull’accaduto ma ancora di più su Paolo Sarpi. Teatro sempre di “un impossibile”, di un vissuto che non si racconta ma si vive, appunto e si percepisce, che appassiona, divide ma di sicuro non lascia indifferenti. L’impressione che ha dato la corsa delle persone (cinesi e non) verso quella donna fa intendere molte cose e prima di tutto il fatto che sembra quasi come se ormai quella strada, quel quadrilatero Sarpi – Bramante – Ceresio – Giusti, sia spettacolarizzazione di uno psicodramma collettivo, di un male, di un impossibile… ed ecco che ritorna quel termine! Sembra, quindi che ogni cosa che succede in quella strada, dal “dopo rivolta”, assuma un eco differente, spaventoso in tutta Milano. Nulla di trascendentale forse era accaduto in quegli attimi però tutti cercavano forse il peggio, segno quindi che Paolo Sarpi è stampata nella testa delle persone come la testa di turco contro cui battere continuamente i colpi di una cattiva, malsana e mal riuscita integrazione; che peccato respirare tensione in Sarpi… quella china town additata come ghetto o autoghetto è tra le più importanti d’Europa, e quella gente accorsa quel giorno lo aveva capito bene. Tutti al centro della scena, si cavalca così l’onda del successo: manie di protagonismo che si incrociano, si incontrano lì in quella strada o in quel quartiere anche per chi lì abitualmente non ci vive o lavora ma ci passa soltanto. Il tutto solo perché un giorno si potrà dire “io c’ero”, “io ci sono stato a Paolo Sarpi” 我在 Paolo Sarpi… tutto è fatto quasi per quello? Eppure i disagi restano, l’integrazione c’è o non c’è, si vede e non si vede, si capisce e non si capisce e, non per colpa sempre dei cinesi come fanno credere tutti, fatica e tarda ad affermarsi. Quanto accade lì ogni giorno, è quindi fisiologico ormai, tutti attori principali di un set, il copione c’è o non c’è non fa e non farebbe differenza, anzi forse se ci fosse destabilizzerebbe la regia… ma chi sono i registi? Noi tutti, cinesi e non, oggi e sempre tutori ed arbitri di tutte le situazioni.
L'efficienza della burocrazia statale italiana
关于意大利政府办事效率
Avendo avuto l'esperienza di fare le pratiche per il permesso di soggiorno e lo smarrimento del passaporto, posso parlarne in prima persona. Il livello di efficienza del lavoro dei commissariati di polizia è piuttosto basso, fanno sempre aspettare le persone, le pratiche per il permesso di soggiorno durano a lungo anche se in realtà non sono così impegnative. Per quanto mi riguarda si è trattato solo di andare di volta in volta al commissariato a cambiare la lettera di appuntamento. Aspetti fino a quando ti prendono le impronte digitali, vuol dire che stai per avere il permesso di soggiorno. Per riceverlo può essere che sia nella data della lettera di appuntamento, addirittura anche subito o in alcuni casi si devono aspettare ancora una o due volte.
作为经历过办理居留证和丢过护照的我,现身说法一下。意大利警察局的办事效率非常低,总是让人等,办居留需要很多时间,其实办居留不需要那么麻烦的。我经历的办居留就是一次又一次的去警察局换预约信。等到去警察局按手印的时候就证明你即将拿到居留,当收到可以拿居留的预约信的时候 ,也不见得能马上拿到,或许还要等一两次。
Di seguito vi dico cosa bisogna fare quando si perde il passaporto: immediatamente dopo averlo perso bisogna recarsi all'ufficio competente del locale commissariato di polizia per fare la denuncia. Poi bisogna andare al Consolato più vicino (a Roma c'è l'Ambasciata, a Milano e Firenze il Consolato) per chiedere un nuovo passaporto. Per ottenerlo si hanno bisogno di 2 mesi. A causa della poca efficienza della burocrazia italiana, anche stare in coda provoca mal di testa.
Quindi, per concludere, per richiedere documenti in Italia bisogna prima prepararsi psicologicamente all'attesa.
下面说一下如果护照丢了怎么办,丢护照后,应该立即去当地的警察总局的相关部门申请挂失。之后,在去离所在城市最近的中国领事馆[ROMA是大使馆,MILANO和FIRENZE是领事馆]申请补办护照。补办护照需要等2个月。由于在意大利政府办事效率比较低,所以站排也是令人头疼的事。
总之,在意大利办事要做好等待的心理准备。