Giorgio John Squarcia

Giorgio John Squarcia nasce nel 1969 a Rochester nel Minnesota (USA) da genitori italiani. Nel 1972 suo padre, medico, ritorna in Italia con la moglie, il figlio ed una teoria allora rivoluzionaria: La televisione fa diventare stupidi. Gli effetti della mancanza della tv in casa Squarcia non tardano a farsi vedere: il primo è la straordinaria crescita demografica nella medesima: a Giorgio seguono cinque fratelli. A 18 anni si iscrive alla facoltà di Filosofia con indirizzo Comunicazioni Sociali con il preciso intento di seguire le orme letterarie del suo idolo e conterraneo Giovannino Guareschi. Comincia a collaborare con quotidiani e riviste e a 23 anni grazie a un concorso del Corriere delle Sera vince uno stage di tre mesi negli USA presso il National Geographic, su cui stava scrivendo la tesi. Fu solo allora che per un banale errore burocratico (che qualcuno chiamerà destino) Giorgio entra nello sfavillante mondo della televisione: invece che al National Geograhic finisce infatti a fare fotocopie alla CBS. Fu amore a prima vista e dopo tre mesi passati tra macchine fotocopiatrici e macchine del caffè riesce a farsi assumere come "runner" (fattorino) per i newsmagazienes "Inside Edition" e "American Journal". Gli viene poi assegnato prima il ruolo di teleprompter, poi quello di Location Coordinator. Questa posizione lo porta ad essere in tutte le "zone calde" degli stati Uniti (dal processo a OJ Simpson all'attentato al Federal Building di Oklahoma City). Nel frattempo collabora con Panorama, la Repubblica, Il Giornale ma la svolta nella sua carriera avviene quando, offertosi come "cavia" del Dipartimento di Giornalismo Investigativo del network, viene munito di telecamera nascosta e mandato allo sbaraglio nei casinò illegali di New York gestiti dalla mafia italiana. Da quel momento entra a tempo pieno nel Dipartimento di Giornalismo Investigativo dove rimane per quattro anni. Si fa assumere da una discoteca per documentare le violenze dei buttafuori, si finge macellaio per provare la contaminazione di un'icona americana, l'hamburger, turista per scoprire le truffe dei taxisti, malato per smascherare un finto prete guaritore. Filma gli abusi e lo spaccio di stupefacenti legati al mondo della moda tra New York, Parigi e Milano e per mesi segue i Giudici della corte suprema di New York, più impegnati a fare shopping che a fare giustizia.

In Italia torna solo per laurearsi con una tesi sul Giornalismo Investigativo Americano e per entrare nell'albo dei giornalisti professionisti mentre a New York frequenta corsi di sceneggiatura e di regia alla NYU. Infine, promosso Direttore del Dipartimento di Ricerca di "Inside Edition", con un futuro assicurato al caldo di un ufficio, con il dollaro in crescita e la lira in calo, decide di tornare in Italia per ricominciare tutto da capo provando inconfutabilmente la teoria di suo padre. Per un anno collabora come autore indipendente a programmi in onda sulle reti RAI e Mediaset e come consulente editoriale per lo start-up di canali satellitari poi, nel 1999, sul volo Milano-Dublino in occasione degli MTV music Awards viene folgorato dall'idea da cui nasce il suo primo programma televisivo "Tutto in un Giorno". Sullo stesso aereo viaggiavano una Rockstar (in prima classe) e alcuni suoi fans (in economy) in "viaggio premio" agli awards. Simultaneità e diversità. Dimenticati tutti gli altri assignments decide di seguire il viaggio parallelo di questi soggetti così lontani ma così vicini.

Giorgio non si ferma mai, sempre esplosivo di idee, si occupa di vari programmi e firma con la sua regia "Sognando Italia".