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Corso tenuto da Kent Deng (LSE) e Bob Ash (SOAS). Le iscrizioni al corso (5 CFU) sono aperte fino a giovedì 20 marzo.
Se qualcuno fosse interessato ad alcuni argomenti soltanto, è senz'altro possibile iscriversi come uditori.
In entrambi i casi basta contattare la segreteria di TOChina (Annarita Letizia: annarita.letizia@unito.it, 011.670.3096)
Bergamo 贝加莫
Yan Peiming
19 marzo - 20 luglio
La prima personale italiana dell'artista cinese
La Spezia 拉斯佩齐亚

China New Vision
29 aprile - 29 giugno
Chinese Contemporary Art Collections from Shanghai Art Museum
Yan Peiming
GAMEC, Via San Tomaso, 53 cartina 地图
19 marzo - 27 luglio
orario: mar/dom h. 10.00/19.00; gio h. 10.00/22.00; lun chiuso
Sito internet 网站
Dal 19 marzo al 27 luglio 2008 la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo presenta la mostra Yan Pei-Ming con Yan Pei-Ming a cura di Giacinto Di Pietrantonio, la prima personale in un museo italiano dedicata a questo artista di origini cinesi, uno dei maggiori protagonisti dell’arte internazionale contemporanea.
Venti opere di grande formato, tra cui molti acquarelli, per la maggior parte inedite - come ad esempio International Landscape (2006), Pape Jean-Paul II (2005), Selfportrait af Four Ages (2006) o la serie di acquarelli New Born, New Life (2007) - offrono al pubblico uno sguardo non retrospettivo ma progettuale del lavoro di Ming, in un itinerario creato dall’intesa tra il curatore e l’artista stesso che si articola in quattro sezioni tematiche: Autoritratto con paesaggio, Autoritratto con religione, Autoritratto con parenti e Autoritratto con vita e morte.
Proprio il titolo evoca il tema centrale della mostra, l’autoritratto, presente in ciascuna delle sale e in dialogo continuo con gli altri soggetti esposti. Questa scelta nasce dalla considerazione che ogni opera è per ciascun artista una sorta di autoritratto anche quando non lo rappresenta direttamente poiché egli riporta ogni lavoro che realizza a se stesso. Pei-Ming introduce tra i suoi temi l’autoritratto dal 2000, questo momento diviene per il curatore una sorta di spartiacque da cui partire per un viaggio in avanti e indietro nel tempo prima e dopo questo “anno zero”.
Un altro aspetto importante su cui la personale si focalizza è la tecnica con cui l’artista lavora, ossia la pittura, che di per sé evoca qualcosa di classico e antico. In realtà la sua pittura, materica e realizzata con pennellate violente, è un ponte tra Oriente, terra di origine, e Occidente, terra di appartenenza culturale. Le grandi tele a olio con cui Pei-Ming si è distinto sulla scena internazionale - quasi monocrome in nero, bianco o rosso, che rappresentano soggetti ricorrenti della politica come Mao Tse Tung, dello star system come Bruce Lee o religiosi come il Papa, la Madonna o il Buddha – sono realizzate, infatti, con una tecnica propria della tradizione occidentale che l’artista dipinge unicamente nel suo studio a Digione, mentre gli acquarelli, creati solo quando si trova a Shangai, rimandano alla tradizione pittorica orientale. In entrambi i casi la sua pittura non si riferisce mai ad un luogo geografico di appartenenza ben preciso ma diviene sinonimo di atemporalità e non luogo: Est e Ovest uniti in una mescolanza di stili, elementi, soggetti. L’uso dell’acquerello rappresenta per l’artista un momento importante: egli vi dipinge la serie dei bambini, quindi la vita nella sua fase iniziale, i teschi e l’autoritratto da impiccato, ossia il concludersi di un’esistenza, vita e morte intrecciate, come suggerisce l’ultima sezione della mostra, e l’autoritratto diventa un simbolo, la messa in scena della morte o meglio del suicidio quindi la fine programmata, lascia intendere che l’artista è in grado di decidere su tutto e non solo sulle sue opere ma, forse proprio attraverso di esse, sulla vita e sulla morte.
Nel percorso espositivo il film Ming, artiste brigand del regista francese Michel Quinejure documenta il metodo di lavoro di Ming: pennellate vibranti contro la tela e una disciplina che include una pratica ossessiva della serie, la ripetizione del soggetto, la monocromia e una serie di costrizioni orarie auto-imposte che avvicinano la sua attività pittorica, un intenso interagire con la tela quasi fosse una lotta tra sé e l’opera, ai precetti della pratica marziale orientale.
La mostra è stata preannunciata già nel mese di novembre dall’ingresso nella Collezione Permanente del museo dell’opera di Pei-Ming Papa Giovanni XXIII, realizzata nel 2005 e parte della collezione della Banca Popolare di Bergamo.
Yan Peiming: Artista di fama internazionale, Yan Pei-Ming nasce a Shangai (Repubblica Popolare Cinese) nel 1960. Figlio della rivoluzione culturale diviene pittore di propaganda sotto il regime maoista prima di emigrare nel 1981 in Francia, dove studia prima all'Ecole nationale des Beaux-Arts di Dijon e poi all'Institut des Hautes Etudes en Art Plastique di Parigi.
Sin dall’inizio della sua carriera Ming si distingue per l’interesse per la figura umana e per il genere del ritratto.
Dal 1987 inizia la serie dei ritratti di Mao Tse Tung, per poi insistere soprattutto su altre icone mondiali come Buddha, il Papa e Bruce Lee e su temi privati come gli autoritratti e la figura del padre.
Tra i suoi lavori si possono ricordare anche 108 Brigands (108 Briganti), una serie di 120 ritratti – realizzata durante il suo soggiorno all'Accademia di Francia a Villa Medici di Roma nel 1993 - che si riferisce ad un classico della letteratura cinese, il romanzo epico sul bordo dell'acqua che racconta in 120 capitoli le sconfitte di 108 briganti.
Ha preso parte alla Biennale di Venezia (1995, 2003), alla Biennale di Lione (1997), alla Biennale di Siviglia (2006) e alla Biennale di Istanbul (2007).
Numerose istituzioni pubbliche e private gli hanno dedicato mostre personali tra le quali: Le Consortium, l’Usine, Dijon (1996); Musées d’Art et d’Histoire di Ginevra e Musée des Beaux-Arts, Dijon e Musée des Beaux-Arts et d’archéologie de Besançon (2003); Kunsthalle, Mannheim (2004); Shanghai Art Museum e Guangdong Museum of Art, Guangzhou (Repubblica Popolare Cinese) (2005); Musée d’Art Moderne, Saint-Etienne (2006); Fondation Maeght, Saint-Paul-de-Vence (2007).
Ha preso parte a molte collettive in istituzioni pubbliche e gallerie tra cui: Musée d’Art Moderne de la ville de Paris (1988); Centre Georges Pompidou, Parigi (1991); MOMA, Oxford (1993); Museum Ludwig, Colonia (1995, 1999); Magasin, Grenoble (1999); NMOMA Tokyo, NMOMA Kyoto, Shanghai Art Museum e Musée des Beaux-Arts, Dijon (2000); National Museum of Contemporary Art, Seoul (2002); Musée national d’art contemporain, Atene (2003); Musée du Luxembourg, Parigi e Kunsthalle, Mannheim (2004); Grand Palais, Parigi (2006).
Chen Zhen - Il corpo come paesaggio
MART, Corso Angelo Bettini 43 cartina 地图
orario: Martedì-Domenica 10.00 - 18.00; venerdì 10.00-21.00. Lunedì chiuso
biglietti: 10 Euro - Ridotto: 7 Euro
Gratuito fino a 18 anni e over 65
Sito internet 网站
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L'esposizione presenterà non solo una ricchissima selezione di opere e di installazioni provenienti da musei internazionali e da collezioni private, ma anche una sezione dedicata ai progetti incompiuti.
China New Vision
Chinese Contemporary Art Collections from Shanghai Art Museum
Centro d’Arte Moderna e Contemporanea della Spezia, Piazza Cesare Battisti 1 cartina 地图
29 aprile - 29 giugno
Orario: martedì a sabato 10-13 / 15-19, domenica e festivi 11-19, chiuso lunedì
Ingresso: € 6 intero, € 4 ridotto, € 3 ridotto speciale
Sito internet 网站
La grande arte contemporanea cinese approda alla Spezia con una mostra di altissimo interesse.
Martedì 29 aprile presso il Centro d’Arte Moderna e Contemporanea della Spezia (Piazza Cesare Battisti 1) si inaugurerà l’esposizione “China New Vision. Chinese Contemporary Art Collections from Shanghai Art Museum”, prima grande occasione nella città ligure per conoscere e apprezzare le opere di molti artisti emergenti e di diverse personalità già affermate in ambito internazionale. La mostra, ideata da Bruno Corà e a cura di Jiang Mei, curator dello Shanghai Art Museum, è organizzata dall’Istituzione per i Servizi Culturali del Comune della Spezia e dallo Shanghai Art Museum, in collaborazione con Autorità Portuale della Spezia e Compagnia di San Paolo di Torino. L’esposizione è patrocinata dal Consolato Generale Italiano a Shanghai e dall’Istituto Italiano di Cultura di Shanghai.
L’arte contemporanea cinese è uno degli esiti dell’adozione della politica di “riforma e apertura” attuata in questo paese a partire dagli ultimi anni Settanta. Nei venti anni successivi all’attivazione di questa linea politica, la società cinese ha conosciuto straordinari mutamenti a livello economico-culturale e la produzione artistica ha vissuto un accelerato processo di cambiamento, confronto ed ampliamento di prospettiva. Il presente artistico cinese vive in una dimensione di grande varietà rispetto al passato. Negli ultimi anni la cultura figurativa è stata coinvolta nella necessità di ridefinire il ‘contesto’ delle caratteristiche nazionali, tradizionali e orientali, e il concetto di ‘contemporaneità’. Nella pratica dell’arte attuale, gli artisti cinesi sono consapevoli di combinare i due aspetti e di generare stili aggiornati che in diversa misura manifestano o allentano la relazione tra la tradizione e la contemporaneità, tra l’occidente e l’oriente. Ne è scaturita una produzione prolifica e assai diversificata, specchio di un territorio creativo profondamente confluente e assorbente.
Partendo da questo contesto, per “China New Vision” lo Shanghai Art Museum ha selezionato circa 80 opere di altrettanti artisti, con lo scopo di mostrare la multiforme scena dell’espressività artistica cinese. Essa coinvolge anche le recenti arti tecnologiche, segno dell’affermarsi dei nuovi media, affiancate alle più diverse interpretazioni della pittura e della fotografia, a documentare la versatile sperimentazione formale e linguistica. Si tratta di opere realizzate nell’ultimo ventennio, dalle grandi dimensioni e dal suggestivo impatto visivo.
Fra gli artisti presenti, alcuni già conosciuti e celebrati in occidente: Yu Hong, con un’opera degli esordi, di raffinato nitore; Zeng Fanghi, che, nelle sue Mask Series, rappresenta l’ipocrisia dell’adesione al costume occidentale; Wang Tiande, che coniuga la sperimentazione con la virtuosa padronanza di tecniche della tradizione; Zhou Tiehai, già presente alla Biennale di Venezia del 1999, ormai celebrato dal mercato mondiale, da più parti paragonato a Andy Warhol; Yang Zhenzhong, videoartista tra i protagonisti del prestigioso Hugo Boss Prize, organizzato dal MOMA di New York nel 2004; Yang Fudong, anch’egli raffinato interprete, attraverso il video, dell’inquietudine intellettuale e culturale della Cina; Hong Hao, che con la fotografia e lo scanner compone, in serie dal titolo My things, accumulazioni di oggetti tratti dal suo vissuto quotidiano; Weng Peijun, fotografo della travolgente trasformazione metropolitana di Shanghai ed altre città cinesi.
Lo Shanghai Art Museum, fondato nel 1956, dal 2000 ha sede in una costruzione dalla particolare architettura, il famoso “Race Club” della Shanghai degli anni Trenta. Esso è dotato di una superficie di 18.000 metri quadrati, utilizzati per le mostre temporanee e l’esposizione della collezione permanente, costituita da più di diecimila opere. Particolarmente importante e apprezzata a livello internazionale è l’organizzazione della Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea, autorevole momento di apertura e interscambio con la produzione mondiale.


Pechino 2008: il tempo, gli animali, la storia
Un'opera di Huang Rui
Museo delle Mura, via di Porta San Sebastiano Cartina 地图
9 Febbraio - 8 Giugno 2008
Orario: Da martedì a domenica dalle 9.00 alle 14.00
La biglietteria chiude trenta minuti prima. Chiuso lunedì e il 1 maggio.
Biglietto d'ingresso: € 3,00 intero, € 1,50 ridotto
Informazioni e prenotazioni: 060608 tutti i giorni dalle 9.00 alle 22.30
Sito internet 网站
Pechino 2008: il tempo, gli animali, la storia. Un’opera di Huang Rui è il titolo della grande installazione che Huang Rui, uno dei più importanti artisti cinesi contemporanei, ha appositamente concepito per il Museo delle Mura di Porta San Sebastiano, affascinato dalle grandi costruzioni in mattoni della capitale come le Mura di Roma.
Huang Rui ha tratto ispirazione per un grande lavoro che fa del mattone, elemento di per sé semplice e modesto, un simbolo della memoria storica così come dell’interminabile processo di distruzione e ricostruzione che caratterizza le metropoli contemporanee.
Nell’anno delle Olimpiadi, Beijing 2008 è un’opera costituita da 2008 vecchi mattoni collocati a terra, provenienti da vecchi “hutong”, edifici ora in demolizione in vista di un ammodernamento urbanistico della città di Pechino. I mattoni recano un significato storico, legato alla concezione orientale del tempo, in confronto immediato con la cultura occidentale: ognuno, infatti, porta inciso un anno, indicato sia dalla scansione temporale in uso in Occidente (da 1 a 2008), sia dal calendario cinese, insieme ai nomi delle dinastie imperiali corrispondenti. I mattoni sono collocati in 38 gruppi di 60 anni, scanditi ognuno da un segno zodiacale cinese, a cominciare dall’anno 221 a.C.: l’anno dell’animale del primo imperatore Qin Shi Huangdi, il Topo. L’anno 2008, 59 P.R.C., sarà ancora del Topo, indicando così l’inizio di un nuovo ciclo.
Cina viCina
Auditorium, viale Pietro de Coubertin Roma Cartina 地图
23 Maggio - 8 Giugno 2008
Sito internet 网站
Padiglione cinese - INFO
Nell’area pedonale è allestito il “Padiglione cinese” in cui viene ricreato un meraviglioso angolo di Cina. Qui, in un ristorante creato per l’occasione, cuochi venuti appositamente dalla Cina prepareranno ottimi manicaretti seguendo le appetitose ricette del loro paese; massaggiatori esperti faranno sperimentare il benessere terapeutico del massaggio cinese, tradizione antichissima che si basa sui principi della medicina tradizionale; artigiani produrranno, per dimostrazione, oggetti seguendo metodi tradizionali come la pirografia, oppure lavorando la lacca e il vetro o intagliando la giada.
Xiao Hui Wang "My Last 100 Years" "Floating Message Board" - INFO
Durante il festival CinaviCina lo spazio AuditoriumArte ospiterà due installazioni audio-video realizzate dal centro di ricerca TIMAC. Le opere fanno parte del “Media art and theater performance” un importante progetto intrapreso dal TIMAC che prevede lo studio della storia del teatro tradizionale cinese, delle sue caratteristiche, delle sfide attuali e delle strategie che ne derivano, oltre all’impegno a ricostruire e ricreare questa importante tradizione culturale. Così, i risultati raggiunti attraverso la ricerca teorica troveranno applicazione in campo pratico.
Il TIMAC nasce come centro di ricerca, sviluppo e applicazione nel campo della media art, con sede presso la Tongji University di Shanghai, finanziato dal Dipartimento nazionale per l’istruzione.
Cheng Ying salva l’orfano degli Zhao - INFO
La storia si svolge all’epoca delle Primavere e degli Autunni (770- 476 a.C.), nel principato di Jin. Il perfido ufficiale di corte Tu Angu (Tuanjia) ordina la morte di oltre 300 membri della casata del fedele ministro Zhao Dun. L’unica a sopravvivere è Zhuangij, la nuora di Zhao, che partorisce un bimbo chiamato “l’orfano della famiglia Zhao” su cui ripone le sue speranze di vendetta. Quando Tu Angu viene a sapere del piccolo sopravvissuto cerca di farlo uccidere ma il medico Cheng Ying, amico di Zhao Dun, salva l’orfanello sacrificando suo figlio e l’amico Gongsun Chujiu. Considerato un traditore, per 16 anni sopporterà pesanti accuse e si occuperà dell’orfano finché al rientro del generale Wei Jiang, il medico racconterà la verità preparando così la vendetta. Il 2nd Corp of Henan Opera House è una compagnia professionista di arti drammatiche che mette in scena prevalentemente antiche opere teatrali in costume e opere storiche moderne. La compagnia vanta una formazione solida; per cinquant’anni ha dominato la scena con opere classiche e famosi interpreti. Negli ultimi anni, le opere “L’orfano della famiglia Zhao” e “Padiglione Qing Feng” con Li Shujian nel ruolo principale sono state trasmesse dalla televisione cinese. La compagnia si è esibita diverse volte anche a Pechino e in Giappone, a Singapore, Hong Kong, Macao e Taiwan, riscuotendo un grande successo di pubblico.
The Salty Taste of Cappuccino - INFO
“THE SALTY TASTE OF CAPPUCCINO” racconta tre storie diverse, tre esistenze che riflettono frammenti di vita, emozioni e sentimenti comuni. In scena: una donna, un uomo, una coppia di ex amanti. La donna, ora all’alba della mezza età, vive seguendo una routine fissa. A creare questa situazione sono state le aspettative. Persino l'amore non esiste più davvero, vive solo in frammenti di ricordi. Perciò, solo la famiglia merita tutti i suoi sforzi, fatti con il cuore e i sacrifici. Ma con l’incidente capitato al suo unico figlio, lei sente di aver già perso tutto. Davanti alla sua fredda e squallida casa e a uno sconosciuto come marito, deve scegliere disperatamente tra la vita e la morte… L'uomo, ora all’alba della mezza età, convive con il peso del lavoro. La sua passione, spentasi nel corso degli anni, viene destata all'improvviso da un'altra donna. Quella sera promette all'innamorata che chiederà il divorzio e manterrà la promessa. Tornato a casa, però, non trova sua moglie, e tutta la meticolosa preparazione per quel momento si sgretola nella sua casa familiare e sconosciuta. Non riesce nemmeno a capire la ragione per cui, uscendo dalla porta di casa, prova un senso di pace. 22 anni prima, con una poesia e una foto, due cuori innamorati si sono separati a causa di un momento di involontaria negligenza. 22 anni più tardi, con la stessa poesia e la stessa foto, gli stessi due cuori infranti si incontrano di nuovo per un’inaspettata casualità. Di notte, i fiocchi di neve volano come fate. Un’anima solitaria, uno spirito spaurito, il desiderio di vivere, la voglia di amore, i ricordi dolci, nulla sopravvive all'amarezza della realtà.
“Sticks” "Upon Calligraphy" - INFO
La Guangdong Modern Dance Company (GMDC) è la prima compagnia di danza moderna professionale della Cina continentale. Fondata nel 1992 sotto il patronato del Dipartimento della Cultura della Provincia di Guangdong, la GMDC ha contribuito fortemente allo sviluppo della danza moderna in Cina accogliendo danzatori e coreografi di grande talento. Le creazioni della GMDC sono state presentate con successo di critica e pubblico in patria e all’estero e la compagnia si è esibita nei maggiori festival internazionali come l’India International dance festival, l’Hong Kong festival of Asian Arts, The Holland dance festival, The International festival of Contemporary dance a Venezia. A Roma presenta le creazioni di due coreografi tra i più interessanti della sua scuderia.
“Sticks” "Upon Calligraphy" - INFO
La Guangdong Modern Dance Company (GMDC) è la prima compagnia di danza moderna professionale della Cina continentale. Fondata nel 1992 sotto il patronato del Dipartimento della Cultura della Provincia di Guangdong, la GMDC ha contribuito fortemente allo sviluppo della danza moderna in Cina accogliendo danzatori e coreografi di grande talento. Le creazioni della GMDC sono state presentate con successo di critica e pubblico in patria e all’estero e la compagnia si è esibita nei maggiori festival internazionali come l’India International dance festival, l’Hong Kong festival of Asian Arts, The Holland dance festival, The International festival of Contemporary dance a Venezia. A Roma presenta le creazioni di due coreografi tra i più interessanti della sua scuderia.
Wenzhou, la patria dei cinesi d'Italia
Mostra fotografica di Alessandro Lisci
a cura di Giorgio Trentin, Sinologo
Testi di Angela Camuso, giornalista
SPAZIMULTIPLI / TESTACCIOLAB, via A. Vespucci, 26 Roma Cartina 地图
19 Maggio - 13 Giugno 2008
Sito internet 网站
Alessandro Lisci racconta in esclusiva la realtà variegata di Wenzhou, megalopoli cinese da cui proviene il 90% dei cinesi presenti in Italia. La mostra, a cura del sinologo Giorgio Trentin, è la rappresentazione inedita di una quotidianità geograficamente lontana eppure tanto vicina a noi, perché è la quotidianità lasciata in patria dagli abitanti delle nostre Chinatown.
Affiancato nel suo reportage dalla giornalista Angela Camuso, Lisci si discosta dalle consuete edulcorate rappresentazioni dell'universo cinese facendo scoprire il bello e il brutto dietro gli scenari del regime, nella palpitante realta' di tutti giorni. Anche a costo di rischiare molto - come quando ha documentato per "L'Espresso" la prima intervista mai rilasciata da sacerdoti cattolici clandestini - Lisci si infila in fabbriche traballanti e cantieri di demolizione, senza trascurare i sorrisi di un popolo che assapora i frutti del miracolo economico. Osservare Wenzhou è come guardare al retrovisore l'economia cinese al galoppo.
TianAnMen 天安门
Sheng Qi
16 maggio - 15 giugno 2008
orario: tutti i giorni dalle 11 alle 12.30 e dalle 17.30 alle 19.30
vernissage: 16 maggio 2008. ore 18
Galleria Mediterranea, Via Mariano D'Amelio 12 Cartina 地图
Sito internet 网站

Sheng Qi lavora ed esprime il suo dissenzo in Cina con le armi della cultura, denunciando i costi altissimi della trasformazione sociale pagata solo dalle classi subalterne e dalla forza lavoro che, in disaccordo con il capitale di rischio internazionale della globalizzazione, ne subisce tutte le violenze con inquinamento, perdita dei diritti sociali, perdita di sicurezza ed una bassa qualità della vita

Istituto Italiano di Cultura 意大利大使馆文化处
info: sito internet 网站
Canton 广州

Fiera campionaria
15-30 aprile
Ningbo 宁波

Fiera internazionale dei prodotti di consumo
中国国际日用消费品博览会
8-12 giugno













