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Corso tenuto da Kent Deng (LSE) e Bob Ash (SOAS). Le iscrizioni al corso (5 CFU) sono aperte fino a giovedì 20 marzo.
Se qualcuno fosse interessato ad alcuni argomenti soltanto, è senz'altro possibile iscriversi come uditori.
In entrambi i casi basta contattare la segreteria di TOChina (Annarita Letizia: annarita.letizia@unito.it, 011.670.3096)


Bergamo 贝加莫
Yan Peiming
19 marzo - 20 luglio
La prima personale italiana dell'artista cinese
Como 科莫
Il sigillo di lacca
27 febbraio - 21 maggio
Verona 维罗纳
Cina Perduta

Cortile del Tribunale
24 febbraio - 4 maggio
fotografie di Leone Nani
La Spezia 拉斯佩齐亚

China New Vision
29 aprile - 29 giugno
Chinese Contemporary Art Collections from Shanghai Art Museum
Treviso 特雷维索
Gengis Khan e il tesoro dei Mongoli

Casa dei Carraresi
20 ottobre 2007 - 4 maggio 2008
La Via della Seta e la civiltà cinese
Yan Peiming
GAMEC, Via San Tomaso, 53 cartina 地图
19 marzo - 27 luglio
orario: mar/dom h. 10.00/19.00; gio h. 10.00/22.00; lun chiuso
Sito internet 网站
Dal 19 marzo al 27 luglio 2008 la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo presenta la mostra Yan Pei-Ming con Yan Pei-Ming a cura di Giacinto Di Pietrantonio, la prima personale in un museo italiano dedicata a questo artista di origini cinesi, uno dei maggiori protagonisti dell’arte internazionale contemporanea.
Venti opere di grande formato, tra cui molti acquarelli, per la maggior parte inedite - come ad esempio International Landscape (2006), Pape Jean-Paul II (2005), Selfportrait af Four Ages (2006) o la serie di acquarelli New Born, New Life (2007) - offrono al pubblico uno sguardo non retrospettivo ma progettuale del lavoro di Ming, in un itinerario creato dall’intesa tra il curatore e l’artista stesso che si articola in quattro sezioni tematiche: Autoritratto con paesaggio, Autoritratto con religione, Autoritratto con parenti e Autoritratto con vita e morte.
Proprio il titolo evoca il tema centrale della mostra, l’autoritratto, presente in ciascuna delle sale e in dialogo continuo con gli altri soggetti esposti. Questa scelta nasce dalla considerazione che ogni opera è per ciascun artista una sorta di autoritratto anche quando non lo rappresenta direttamente poiché egli riporta ogni lavoro che realizza a se stesso. Pei-Ming introduce tra i suoi temi l’autoritratto dal 2000, questo momento diviene per il curatore una sorta di spartiacque da cui partire per un viaggio in avanti e indietro nel tempo prima e dopo questo “anno zero”.
Un altro aspetto importante su cui la personale si focalizza è la tecnica con cui l’artista lavora, ossia la pittura, che di per sé evoca qualcosa di classico e antico. In realtà la sua pittura, materica e realizzata con pennellate violente, è un ponte tra Oriente, terra di origine, e Occidente, terra di appartenenza culturale. Le grandi tele a olio con cui Pei-Ming si è distinto sulla scena internazionale - quasi monocrome in nero, bianco o rosso, che rappresentano soggetti ricorrenti della politica come Mao Tse Tung, dello star system come Bruce Lee o religiosi come il Papa, la Madonna o il Buddha – sono realizzate, infatti, con una tecnica propria della tradizione occidentale che l’artista dipinge unicamente nel suo studio a Digione, mentre gli acquarelli, creati solo quando si trova a Shangai, rimandano alla tradizione pittorica orientale. In entrambi i casi la sua pittura non si riferisce mai ad un luogo geografico di appartenenza ben preciso ma diviene sinonimo di atemporalità e non luogo: Est e Ovest uniti in una mescolanza di stili, elementi, soggetti. L’uso dell’acquerello rappresenta per l’artista un momento importante: egli vi dipinge la serie dei bambini, quindi la vita nella sua fase iniziale, i teschi e l’autoritratto da impiccato, ossia il concludersi di un’esistenza, vita e morte intrecciate, come suggerisce l’ultima sezione della mostra, e l’autoritratto diventa un simbolo, la messa in scena della morte o meglio del suicidio quindi la fine programmata, lascia intendere che l’artista è in grado di decidere su tutto e non solo sulle sue opere ma, forse proprio attraverso di esse, sulla vita e sulla morte.
Nel percorso espositivo il film Ming, artiste brigand del regista francese Michel Quinejure documenta il metodo di lavoro di Ming: pennellate vibranti contro la tela e una disciplina che include una pratica ossessiva della serie, la ripetizione del soggetto, la monocromia e una serie di costrizioni orarie auto-imposte che avvicinano la sua attività pittorica, un intenso interagire con la tela quasi fosse una lotta tra sé e l’opera, ai precetti della pratica marziale orientale.
La mostra è stata preannunciata già nel mese di novembre dall’ingresso nella Collezione Permanente del museo dell’opera di Pei-Ming Papa Giovanni XXIII, realizzata nel 2005 e parte della collezione della Banca Popolare di Bergamo.
Yan Peiming: Artista di fama internazionale, Yan Pei-Ming nasce a Shangai (Repubblica Popolare Cinese) nel 1960. Figlio della rivoluzione culturale diviene pittore di propaganda sotto il regime maoista prima di emigrare nel 1981 in Francia, dove studia prima all'Ecole nationale des Beaux-Arts di Dijon e poi all'Institut des Hautes Etudes en Art Plastique di Parigi.
Sin dall’inizio della sua carriera Ming si distingue per l’interesse per la figura umana e per il genere del ritratto.
Dal 1987 inizia la serie dei ritratti di Mao Tse Tung, per poi insistere soprattutto su altre icone mondiali come Buddha, il Papa e Bruce Lee e su temi privati come gli autoritratti e la figura del padre.
Tra i suoi lavori si possono ricordare anche 108 Brigands (108 Briganti), una serie di 120 ritratti – realizzata durante il suo soggiorno all'Accademia di Francia a Villa Medici di Roma nel 1993 - che si riferisce ad un classico della letteratura cinese, il romanzo epico sul bordo dell'acqua che racconta in 120 capitoli le sconfitte di 108 briganti.
Ha preso parte alla Biennale di Venezia (1995, 2003), alla Biennale di Lione (1997), alla Biennale di Siviglia (2006) e alla Biennale di Istanbul (2007).
Numerose istituzioni pubbliche e private gli hanno dedicato mostre personali tra le quali: Le Consortium, l’Usine, Dijon (1996); Musées d’Art et d’Histoire di Ginevra e Musée des Beaux-Arts, Dijon e Musée des Beaux-Arts et d’archéologie de Besançon (2003); Kunsthalle, Mannheim (2004); Shanghai Art Museum e Guangdong Museum of Art, Guangzhou (Repubblica Popolare Cinese) (2005); Musée d’Art Moderne, Saint-Etienne (2006); Fondation Maeght, Saint-Paul-de-Vence (2007).
Ha preso parte a molte collettive in istituzioni pubbliche e gallerie tra cui: Musée d’Art Moderne de la ville de Paris (1988); Centre Georges Pompidou, Parigi (1991); MOMA, Oxford (1993); Museum Ludwig, Colonia (1995, 1999); Magasin, Grenoble (1999); NMOMA Tokyo, NMOMA Kyoto, Shanghai Art Museum e Musée des Beaux-Arts, Dijon (2000); National Museum of Contemporary Art, Seoul (2002); Musée national d’art contemporain, Atene (2003); Musée du Luxembourg, Parigi e Kunsthalle, Mannheim (2004); Grand Palais, Parigi (2006).
Mostra fotografica - Studenti Marco Polo
19 aprile - 19 maggio
Berio Cafè, Via Seminario 16 cartina 地图
Informazioni (PDF)
Sito internet 网站



L'esposizione presenterà non solo una ricchissima selezione di opere e di installazioni provenienti da musei internazionali e da collezioni private, ma anche una sezione dedicata ai progetti incompiuti.
Chen Zhen - Il corpo come paesaggio
MART, Corso Angelo Bettini 43 cartina 地图
orario: Martedì-Domenica 10.00 - 18.00; venerdì 10.00-21.00. Lunedì chiuso
biglietti: 10 Euro - Ridotto: 7 Euro
Gratuito fino a 18 anni e over 65
Sito internet 网站
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L'esposizione presenterà non solo una ricchissima selezione di opere e di installazioni provenienti da musei internazionali e da collezioni private, ma anche una sezione dedicata ai progetti incompiuti.
China New Vision
Chinese Contemporary Art Collections from Shanghai Art Museum
Centro d’Arte Moderna e Contemporanea della Spezia, Piazza Cesare Battisti 1 cartina 地图
29 aprile - 29 giugno
Orario: martedì a sabato 10-13 / 15-19, domenica e festivi 11-19, chiuso lunedì
Ingresso: € 6 intero, € 4 ridotto, € 3 ridotto speciale
Sito internet 网站
La grande arte contemporanea cinese approda alla Spezia con una mostra di altissimo interesse.
Martedì 29 aprile presso il Centro d’Arte Moderna e Contemporanea della Spezia (Piazza Cesare Battisti 1) si inaugurerà l’esposizione “China New Vision. Chinese Contemporary Art Collections from Shanghai Art Museum”, prima grande occasione nella città ligure per conoscere e apprezzare le opere di molti artisti emergenti e di diverse personalità già affermate in ambito internazionale. La mostra, ideata da Bruno Corà e a cura di Jiang Mei, curator dello Shanghai Art Museum, è organizzata dall’Istituzione per i Servizi Culturali del Comune della Spezia e dallo Shanghai Art Museum, in collaborazione con Autorità Portuale della Spezia e Compagnia di San Paolo di Torino. L’esposizione è patrocinata dal Consolato Generale Italiano a Shanghai e dall’Istituto Italiano di Cultura di Shanghai.
L’arte contemporanea cinese è uno degli esiti dell’adozione della politica di “riforma e apertura” attuata in questo paese a partire dagli ultimi anni Settanta. Nei venti anni successivi all’attivazione di questa linea politica, la società cinese ha conosciuto straordinari mutamenti a livello economico-culturale e la produzione artistica ha vissuto un accelerato processo di cambiamento, confronto ed ampliamento di prospettiva. Il presente artistico cinese vive in una dimensione di grande varietà rispetto al passato. Negli ultimi anni la cultura figurativa è stata coinvolta nella necessità di ridefinire il ‘contesto’ delle caratteristiche nazionali, tradizionali e orientali, e il concetto di ‘contemporaneità’. Nella pratica dell’arte attuale, gli artisti cinesi sono consapevoli di combinare i due aspetti e di generare stili aggiornati che in diversa misura manifestano o allentano la relazione tra la tradizione e la contemporaneità, tra l’occidente e l’oriente. Ne è scaturita una produzione prolifica e assai diversificata, specchio di un territorio creativo profondamente confluente e assorbente.
Partendo da questo contesto, per “China New Vision” lo Shanghai Art Museum ha selezionato circa 80 opere di altrettanti artisti, con lo scopo di mostrare la multiforme scena dell’espressività artistica cinese. Essa coinvolge anche le recenti arti tecnologiche, segno dell’affermarsi dei nuovi media, affiancate alle più diverse interpretazioni della pittura e della fotografia, a documentare la versatile sperimentazione formale e linguistica. Si tratta di opere realizzate nell’ultimo ventennio, dalle grandi dimensioni e dal suggestivo impatto visivo.
Fra gli artisti presenti, alcuni già conosciuti e celebrati in occidente: Yu Hong, con un’opera degli esordi, di raffinato nitore; Zeng Fanghi, che, nelle sue Mask Series, rappresenta l’ipocrisia dell’adesione al costume occidentale; Wang Tiande, che coniuga la sperimentazione con la virtuosa padronanza di tecniche della tradizione; Zhou Tiehai, già presente alla Biennale di Venezia del 1999, ormai celebrato dal mercato mondiale, da più parti paragonato a Andy Warhol; Yang Zhenzhong, videoartista tra i protagonisti del prestigioso Hugo Boss Prize, organizzato dal MOMA di New York nel 2004; Yang Fudong, anch’egli raffinato interprete, attraverso il video, dell’inquietudine intellettuale e culturale della Cina; Hong Hao, che con la fotografia e lo scanner compone, in serie dal titolo My things, accumulazioni di oggetti tratti dal suo vissuto quotidiano; Weng Peijun, fotografo della travolgente trasformazione metropolitana di Shanghai ed altre città cinesi.
Lo Shanghai Art Museum, fondato nel 1956, dal 2000 ha sede in una costruzione dalla particolare architettura, il famoso “Race Club” della Shanghai degli anni Trenta. Esso è dotato di una superficie di 18.000 metri quadrati, utilizzati per le mostre temporanee e l’esposizione della collezione permanente, costituita da più di diecimila opere. Particolarmente importante e apprezzata a livello internazionale è l’organizzazione della Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea, autorevole momento di apertura e interscambio con la produzione mondiale.


La nuova letteratura cinese
Incontri con gli scrittori Mian Mian, Yu Hua e Su Tong
Nuovo cinema cinese 1992 - 2007
Cina XXI secolo
Arte fra identità e trasformazione
Pechino 2008: il tempo, gli animali, la storia
Un'opera di Huang Rui
Museo delle Mura, via di Porta San Sebastiano
L'altra faccia della Cina: l'etnia Miao
Museo Nazionale d'Arte orientale
Liu Xiaodong al Palazzo delle Esposizioni
Un'opera in corso: "Prima mangia"

Montepulciano (SI) Cartina 地图
Made in China
10 marzo, 8 aprile, 17 maggio ore 17.30
Palazzo del Capitano Cartina 地图
Presentazione di 3 libri sulla Cina: Matteo Ricci un Gesuita alla corte dei Ming, Mafia cinese o Made in China?, Vite di donne
Cinema 电影
Nuovo cinema cinese 1992 - 2007
Quando: 21 febbraio - 18 maggio 2008
a cura di Marco Müller
In occasione della mostra "Cina XXI secolo", il Palazzo delle Esposizioni presenta una straordinaria retrospettiva dedicata al cinema indipendente cinese, la prima in Occidente a radunare e proporre insieme tutte le opere dei maggiori cineasti cinesi della modernità. Questi autori hanno dovuto rivendicare per se stessi una posizione di responsabilità, un modo personale di affrontare il lavoro di ciascun film, facendo passare in primo piano la necessità di formulare un insieme di verità, da riconquistare facendo coincidere autonomia espressiva e autonomia produttiva.
È a questi nuovi registi, i protagonisti di un cinema cinese reso definitivamente moderno, che viene dedicato questo panorama.
Nell'ambito della mostra sono previsti, inoltre, alcuni incontri con scrittori cinesi.
Il programma degli incontri
Info: Proiezioni sala Cinema - via Milano 9A Cartina 地图
Biglietto: € 4,00 - Abbonamento alla rassegna € 25,00
Abbonamenti alla rassegna member PdE € 12,50
Proiezioni e incontri Auditorium - via Milano 9A Cartina 地图
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Sito internet 网站
21 e 22 febbraio, ore 17.00 - Auditorium
Liulang Beijing-Zuihou de mengxiangzhe (Bumming in Beijing - The Last Dreamers), 1990
di Wu Wenguang
video, v. originale con sottotitoli in inglese (70')
Un documentario che all'epoca fece scalpore, sulla fine di un'era idealista e romantica vista attraverso le testimonianze di quattro artisti che negli anni '80 desideravano "vivere per l'arte" e negli anni '90 decisero di imparare "l'arte di vivere".
21 e 22 febbraio, 21.00 - Cinema
Taiyang zhaochang shenqi (Il sole sorge ancora), 2007
di Jiang Wen
v. originale con sottotitoli in italiano e inglese (116')
Un puzzle di storie che avvengono in tempi e luoghi diversi - dal deserto del Gobi al paesaggio magico dello Shangri-là nello Yunnan - i cui protagonisti si incontrano in un universo di destini comuni al cui centro è sempre una donna.
23 e 24 febbraio, ore 17.00 - Auditorium
Laotou 老头 (Old Men), 1999
di Yang Tianyi
video, v. originale con sottotitoli in inglese (94')
Documentario toccante e sincero su un gruppo di pensionati pechinesi che si incontrano tutti i giorni per strada, con una regolarità che somiglia quasi ad un dovere. Personaggi emblematici di un mondo che sta scomparendo nella Cina della modernità.
23 e 24 febbraio, ore 21.00 - Cinema
Mabei shang de fating 马背上的法庭 (Tribunale a dorso di cavallo), 2006
di Liu Jie
v. originale con sottotitoli in italiano e inglese (105')
Una straordinaria riflessione sulle contraddizioni tra modernità e tradizione: la Cina superpotenza del XXI secolo, lanciata in uno sviluppo frenetico, ha un sistema giudiziario che nelle province più remote si affida ancora ai tribunali su carri ambulanti.
27 e 28 febbraio, ore 21.00 - Cinema
Dongchun de rizi 冬春的日子 (I giorni d'Inverno e Primavera), 1993
di Wang Xiaoshuai
v. originale con sottotitoli in italiano e inglese (80')
Selezionato dalla BBC come uno dei cento migliori film prodotti nella storia del cinema, racconta l'esperienza di una giovane coppia di artisti che cercano di affermarsi, senza accorgersi che nel frattempo il loro rapporto si sta sgretolando.
29 febbraio e 1 marzo, ore 21.00 - Cinema
Jidu hanleng 极度寒冷 (Gelo estremo), 1996
di Wang Xiaoshuai
v. originale con sottotitoli in italiano e inglese (97')
Firmato con uno pseudonimo per problemi di censura, uno dei primi film di Wang Xiaoshuai denuncia la fragile condizione dell'intellettuale in una società sempre più materialista, attraverso la vicenda di un artista che decide di morire assiderato.
1 e 2 marzo, ore 17.00 - Auditorium
Wuyong 无用 (Useless), 2007
di Jia Zhangke
video, v. originale con sottotitoli in inglese (80')
Documentario scettico e disincantato sull'industria della moda in Cina e sugli effetti che il nuovo modello capitalistico di sviluppo produce sulle comunità rurali. Il valore e l'etica del lavoro artigianale contro quello della produzione di massa.
2 e 6 marzo, ore 21.00 - Cinema
Biandan, guniang 扁担·姑娘 (Ragazza, il bilanciere di bambù), 1998
di Wang Xiaoshuai
v. originale con sottotitoli in italiano e inglese (90')
Film molto ostacolato nel suo paese per la cruda testimonianza dello squallore della vita metropolitana all'inizio delle riforme economiche, racconta la storia di due amici che cercano fortuna in città dove la loro vita viene stravolta.
7 e 8 marzo, ore 21.00 - Cinema
Xiao Wu 小武 (Piccolo Wu), 1997
di Jia Zhangke
v. originale con sottotitoli in italiano e inglese (107')
Lo straordinario film d'esordio di Jia Zhangke descrive, attraverso il personaggio complesso ed emblematico di un piccolo delinquente di provincia alla deriva di fronte a cambiamenti epocali, il faticoso ed alienante passaggio all'economia di mercato.
8 e 9 marzo, ore 17.00 - Auditorium
Dong 东, 2006
di Jia Zhangke
video, v. originale con sottotitoli in inglese (66')
Documentario straordinario che attraverso l'opera del noto artista Liu Xiaodong (presente nella mostra "Cina XXI secolo") testimonia la vita di gruppi di individui apparentemente lontani ma accomunati da una condizione esistenziale simile e dalla partecipazione ad una storia che è ancora in divenire.
9 marzo, ore 20.30 incontro con il regista Jia Zhangke e Marco Müller
9 e 11 marzo, ore 21.00 - Cinema
Zhantai 站台 (Piattaforma), 2000
di Jia Zhangke
v. originale con sottotitoli in italiano e inglese (155')
La storia di un gruppo di attori amatoriali le cui vicissitudini riflettono i grandi cambiamenti vissuti dalla Cina in bilico tra tradizione e modernità. La musica protagonista nel film, dalle canzoni rivoluzionarie alla break-dance, diviene la metafora di una società ossessionata dal denaro, che importa ciecamente le mode dell'Occidente.
12 e 14 marzo, ore 21.00 - Cinema
Yangguang canlan de rizi 阳光灿烂的日子 (Giorni di sole splendente), 1994
di Jiang Wen
v. originale con sottotitoli in italiano e inglese (128')
Il primo film che ha proposto una visione nostalgica della Rivoluzione Culturale. Un'opera sui ricordi dei giovani dell'epoca ma anche, e soprattutto, una riflessione su quanto sia difficile ricordare in un paese che riscrive continuamente la propria storia.
15 e 16 marzo, ore 10.00 - Auditorium
Tiexi qu 铁西区 (West of the Tracks), 2003
di Wang Bing
video, v. originale con sottotitoli in inglese (555')
Un documentario dal respiro epico che dura nove ore e mostra attraverso la vita degli operai il lento declino di un'area industriale di Shenyang, portata prima ad esempio dell'economia socialista e sacrificata poi sull'altare delle riforme economiche.
15 e 16 marzo, ore 21.00 - Cinema
Wuqiong dong 无穷动 (Moto perpetuo), 2005
di Ning Ying
v. originale con sottotitoli in italiano e inglese (86')
Un film rivoluzionario che ha spezzato il tabù della donna orientale sottomessa ed incapace di esprimere pienamente se stessa. Un'altalena di passioni e desideri repressi raccontati con un linguaggio che diventa sempre più libero e coraggioso.
15 marzo, ore 20.30 incontro con la regista Ning Ying
18 e 19 marzo, ore 21.00 - Cinema
Youchai 邮差 (Il postino), 1995
di He Jianjun
v. originale con sottotitoli in italiano e inglese (101')
Attraverso l'intenso studio caratteriale di un portalettere che non riesce a dare un senso alla propria esistenza e lo cerca nella vita degli altri, questo film esplora il legame tra voyerismo, sessualità ed il fallimento della coscienza.
21 e 22 marzo, ore 17.00 - Auditorium
Mosheng tiantang 陌生天堂 (The Estranged Paradise), 2002
di Yang Fudong
video, v. originale con sottotitoli in inglese (76')
Poetica meditazione di questo straordinario artista, presente nella mostra "Cina XXI secolo" , che parte dall'organizzazione dello spazio nella pittura tradizionale cinese e, assecondando i vari stati d'animo del protagonista, finisce col decifrare lo spazio interiore della modernità nel pensiero cinese.
21 e 22 marzo, ore 21.00 - Cinema
Kuqi de nüren 哭泣的女人 (La donna che piange), 2002
di Liu Bingjian
v. originale con sottotitoli in italiano e inglese (91')
Attraverso la storia di una prefica improvvisata, un ritratto molto divertente e provocatorio della donna cinese simbolo di forza, determinazione e capacità di sopravvivere, aiutata da una buona dose di romanticismo e di teatralità.
25 e 29 marzo, ore 21.00 - Cinema
Mangjing 盲井 (Pozzo cieco), 2003
di Li Yang
v. originale con sottotitoli in italiano e inglese (92')
Da un Paese nel quale migliaia di minatori muoiono ogni anno in incidenti nelle miniere illegali, arriva questo film importante, che denuncia l'abbrutimento fisico e morale causato dallo sviluppo economico nelle province più arretrate.
27 marzo, ore 21.00 - Cinema
Jidu hanleng 极度寒冷 (Gelo estremo), 1996
di Wang Xiaoshuai
v. originale con sottotitoli in italiano e inglese (97')
Firmato con uno pseudonimo per problemi di censura, uno dei primi film di Wang Xiaoshuai denuncia la fragile condizione dell'intellettuale in una società sempre più materialista, attraverso la vicenda di un artista che decide di morire assiderato.
27 marzo, ore 20.30 incontro con il regista Wang Xiaoshuai e Marco Müller
28 marzo, ore 21.00 - Cinema
Biandan, guniang 扁担·姑娘 (Ragazza, il bilanciere di bambù), 1998
di Wang Xiaoshuai
v. originale con sottotitoli in italiano e inglese (90')
Film molto ostacolato nel suo paese per la cruda testimonianza dello squallore della vita metropolitana all'inizio delle riforme economiche, racconta la storia di due amici che cercano fortuna in città dove la loro vita viene stravolta.
29 e 30 marzo, ore 17.00 - Auditorium
Shan qing shui xiu 山清水秀 (The Only Sons), 2003
di Gan Xiao'er
video, v. originale con sottotitoli in inglese (100')
Il primo film ispirato alla fede cristiana racconta una tragica storia ambientata in una comunità cristiana della Cina, in cui si intrecciano tirannia politica, oppressione religiosa e povertà.
30 marzo e 8 aprile, ore 21.00 - Cinema
Wushan yunyu 巫山云雨 (Nuvole e pioggia sul Monte Wu), 1996
di Zhang Ming
v. originale con sottotitoli in italiano e inglese (96')
Un storia d'amore dal tono onirico nella quale, sotto la superficie del quotidiano, si intravedono avvenimenti fantastici, che rimandano a problematiche esistenziali e alla speranza intramontabile di trovare un senso alla vita.
8 e 9 aprile, matinée per le scuole - Cinema
Diciassette Anni, 1999
di Zhang Yuan
versione in italiano (90')
L'istituzione carceraria è lo sfondo del primo film di Zhang Yuan distribuito ufficialmente in Cina, tratto da una notizia di cronaca, racconta il rientro in famiglia di una giovane condannata a 17 anni di detenzione, accompagnata da una giovane guardia.
9 e 11 aprile, ore 21.00 - Cinema
Lai xiaozi (Ragazzi senza vergogna), 2006
di Han Jie
v. originale con sottotitoli in italiano e inglese (89')
Straordinario studio di giovani allo sbando in una realtà spietata, basato sulle esperienze personali del regista e di persone da lui incontrate, che si inserisce nella scuola di cinema neorealista di cui è stato precursore Jia Zhangke.
10 e 11 aprile, matinée per le scuole - Cinema
La Guerra dei Fiori Rossi, 2006
di Zhang Yuan
versione in italiano (90')
Un film su un microcosmo infantile che riflette la società degli adulti:i il piccolo Qiang, individualista in miniatura, fatica ad adattarsi alla disciplina di gruppo. Un film provocatorio, che solleva interrogativi più che dare delle risposte.
12 e 13 aprile, ore 17.00 - Auditorium
Mangzhong (Grain in the Ear), 2005
di Zhang Lü
video, v. originale con sottotitoli in inglese (109')
Melodramma di taglio sociale ispirato ad un fatto di cronaca ed ambientato all'interno della minoranza etnica coreana nel nord della Cina. Un film che il regista definisce "anti-terrorista", schierato contro l'odio e la vendetta.
12 e 13 aprile, ore 21.00 - Cinema
Dongci bianwei (Coniugazione), 2001
di Tang Xiaobai
v. originale con sottotitoli in italiano e inglese (97')
La fragile ricerca della felicità di una generazione idealista i cui sogni si sono infranti a Piazza Tianamen, il silenzio e la repressione raccontati dal punto di vista dei protagonisti e fotografati attraverso piccoli gesti quotidiani.
15 e 16 aprile, ore 21.00 - Cinema
Fusheng (Beatitudine), 2006
di Sheng Zhimin
v. originale con sottotitoli in italiano e inglese (96')
Questo film introspettivo, girato in stile neorealista, ambientato sullo sfondo di una provincia umida e nebbiosa, ruota intorno ai cambiamenti avvenuti nell'istituzione della famiglia e del matrimonio nella Cina contemporanea.
18 e 19 aprile, ore 21.00
FILM SORPRESA
19 e 20 aprile, ore 17.00 - Auditorium
Haoduo dami (So Much Rice), 2005
di Li Hongqi
video, v. originale con sottotitoli in inglese (78')
Lo scrittore e regista Li Hongqi ha definito il suo film "uno scherzo un po' goffo, triste". Storia sentimentale ed ironica di un individuo alla ricerca di se stesso, che ha toni surreali ma fermamente ancorata alla realtà della Cina contemporanea.
20 e 22 aprile, ore 21.00 - Cinema
Mama (Mamma), 1992
di Zhang Yuan
v. originale con sottotitoli in italiano e inglese (83')
Film pioniere del cinema indipendente, che affronta argomenti considerati fino a quel momento tabù e lo fa con spregiudicatezza ed onestà. La storia del rapporto intenso e drammatico tra una ragazza-madre ed il figlio gravemente disabile.
22 aprile, ore 20.30 incontro con il regista Zhang Yuan e Marco Müller
24 e 26 aprile, ore 21.00 - Cinema
Beijing zazhong (Bastardi pechinesi), 1993
di Zhang Yuan
v. originale con sottotitoli in italiano e inglese (95')
Il primo film che ha osato parlare del nichilismo dei giovani sopravvissuti a Tiananmen, della cultura musicale underground di Pechino, di sesso, droga e rock & roll. Bandito dalla censura, costituisce la prima testimonianza di un momento storico cruciale.
26 e 27 aprile, ore 17.00 - Auditorium
Niupi (Oxhide), 2005
di Liu Jiayin
video, v. originale con sottotitoli in inglese (110')
Un film fortemente innovativo composto di sole 23 inquadrature fisse, riflessione commovente e ironica sulle difficoltà di comunicazione tra generazioni diverse e sulla fatica quotidiana di tutti coloro che sono stati lasciati indietro dalla modernizzazione.
27 e 29 aprile, ore 21.00 - Cinema
Guangchang (La Piazza), 1994
di Zhang Yuan e Duan Jinchuan
v. originale con sottotitoli in italiano e inglese (100')
Straordinario documentario in cui Piazza Tiananmen si trasforma in un palcoscenico dove si rappresenta lo spettacolo della nuova Cina, nel quale la politica, la storia e la vita quotidiana si intrecciano in un affresco di straordinaria umanità.
30 aprile e 2 maggio, ore 21.00 - Cinema
Donggong xigong (Palazzo dell'Ovest, Palazzo dell'Est), 1996
di Zhang Yuan
v. originale con sottotitoli in italiano e inglese (93')
Primo film a soggetto che affronta il tema dell'omosessualità in Cina e che, attraverso la storia di una passione scandalosa ed impossibile, testimonia il sostegno a tutti coloro che hanno il coraggio di essere diversi in una società conformista.
3 e 4 maggio, ore 21.00 - Cinema
Fengkuang yingyu (Inglese da pazzi), 1999
di Zhang Yuan
v. originale con sottotitoli in italiano e inglese (90')
Un documentario ironico e surreale su Li Yang, insegnante autodidatta che mette in scena eventi di massa durante i quali l'insegnamento della lingua inglese si mischia a comizi di stampo patriottico, discorsi motivazionali ed autocoscienza collettiva.
6 e 7 maggio, ore 21.00 - Cinema
Yeche (Treno di notte), 2007
di Diao Yi'nan
v. originale con sottotitoli in italiano e inglese (94')
Una riflessione inquietante, minimalista per tono e storia, sulla fragilità della condizione umana attraverso la storia di un rapporto intenso e pericoloso tra due individui che nascondono segreti tragici e desideri repressi.
10 e 11 maggio, ore 17.00 - Auditorium
Yanmo (Before the Flood), 2005
di Li Yifan & Yan Yu
video, v. originale con sottotitoli in inglese (143')
Testimonianza del prezzo che la Cina paga allo sviluppo economico, questo meraviglioso documentario segue la scomparsa di una città ed il ricollocamento dei suoi abitanti, sacrificati per la costruzione della diga più grande del mondo.
15 e 16 maggio, ore 17.00 - Auditorium
Xiaoshuo (The Obscure), 2000-2007
di Lü Yue
video, v. originale con sottotitoli in inglese (84')
Riflessione sullo stato attuale della cultura cinese, attraverso i pensieri di alcuni dei principali intellettuali del paese riuniti in un convegno, per interrogarsi se la poesia - e la cultura in senso più ampio - sia un'attività "futile", un lusso che oggi non ci si può più permettere.
17 e 18 maggio, ore 17.00 - Auditorium
San (Umbrella), 2007
di Du Haibin
video, v. originale con sottotitoli in inglese (93')
Con le riforme economiche inaugurate nei primi anni '80 molti contadini hanno lasciato la campagna, il documentario li segue e ci ricorda che perseguire lo sviluppo economico comporta un prezzo molto alto sia sul piano sociale che, soprattutto, umano.
La nuova letteratura cinese
Incontri con gli scrittori a cura di Maria Rita Masci
Nell'ambito della mostra "Cina XXI secolo" sono invitati per un incontro con il pubblico gli scrittori cinesi Mian Mian, Su Tong, Yu Hua. Gli autori leggeranno brani dalle loro opere, già tradotte in italiano, e parleranno del loro lavoro dialogando con la curatrice della rassegna. La letteratura cinese contemporanea è stata al centro di profondi mutamenti, tanto nelle forme del linguaggio, quanto nei temi e nel rapporto con la società, passando dall'età eroica e utopica degli anni Ottanta a quella più privata ed edonistica dei Novanta. Su Tong e Yu Hua negli anni Ottanta sono stati fra i principali attori del rinnovamento letterario; Mian Mian incarna lo spirito globalizzato della gioventù contemporanea, ed è interprete della cosiddetta "giovinezza crudele" e di un malessere che mal si rapporta con il dominante ottimismo del Paese.
giovedì 20 marzo, ore 18.30
Mian Mian
Mian Mian nasce a Shangai nel 1975. Interprete e voce delle nuove generazioni della Cina postrivoluzionaria, ha cominciato a scrivere negli anni '90. Già dopo il suo romanzo d'esordio nel 1995 La La La, pubblicato prima ad Hong Hong, e dopo non poche resistenze in Cina, la scrittrice è stata definita dalla critica una delle voci più interessanti e significative della narrativa cinese contemporanea. I suoi libri, tutti fortemente autobiografici, raccontano storie di vita vera, ambientate per lo più in un panorama notturno, fatto di bar e discoteche, di party e di strade affollate in cui la ricerca della propria felicità, la passione per la musica, gli amori difficili e laceranti, la droga, il sesso e il suicidio sono i temi ricorrenti. In Italia è stata tradotta e pubblicata la sua opera Nove oggetti di desiderio, Einaudi Stile libero 2001.
venerdì 18 aprile, ore 18.30
Yu Hua
Yu Hua è nato a Hangzhou, un villaggio della Cina meridionale, nel 1960. Figlio di un medico di campagna, dopo essersi occupato di medicina si è dedicato interamente alla narrativa. È considerato uno dei più importanti scrittori cinesi della nuova generazione. In Italia ha pubblicato, Torture, Einaudi Stile libero 1997, L'eco della pioggia, Donzelli 1998, Vivere, Donzelli 1998 (premio Grinzane Cavour per la letteratura 1998), Cronache di un venditore di sangue, Einaudi 2000, Il mondo come fumo, Einaudi Arcipelago 2004. Cronache di un venditore di sangue che è uno dei suoi romanzi di maggior successo e uno più importanti del periodo del dopo-Mao, in cui l'autore dimostra di saper controllare un ventaglio di toni molto vario, dal comico al grottesco, dalla commozione alla sferzante ironia. Dal romanzo Vivere! il regista Zhang Yimou ha tratto un film, vietato in patria.
mercoledì 7 maggio ore 18.30
Su Tong
Su Tong nasce nella città cinese di Suzhou nel 1963. Nel 1980 supera l'esame di ammissione alla facoltà di magistero a Pechino e si apre per lui una fase fondamentale della sua esistenza. I suoi scritti sono caratterizzati dal disimpegno politico, un tratto che ha in comune con tutti gli scrittori della scuola d'avanguardia. Le sue opere sono quasi tutte ambientate nel periodo immediatamente precedente l'evento della Repubblica Popolare (1940). In Italia sono stati tradotti e pubblicati molti sui romanzi: Mogli e concubine, Theoria 1992, ristampato nei tascabili Feltrinelli nel 1996, Cipria, Theoria 1993, ristampato nei tascabili Feltrinelli nel 1997, La casa dell'oppio, Theoria 1995, I due volti del mondo, Neri Pozza 2004, Quando ero imperatore, Neri Pozza 2004.
Info
Auditorium - via Milano, 9 A Cartina 地图
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Cina XXI secolo. Arte fra identità e trasformazione
A cura di Zhu Qi e Morgan Morris
19 febbraio – 18 maggio 2008
Palazzo delle Esposizioni Cartina 地图
La mostra è stata pensata per permettere al pubblico italiano di avere un incontro ravvicinato con l'arte contemporanea cinese, attraverso i lavori recenti di alcuni eccezionali artisti contemporanei, tra i quali Chen Chieh-Jen, Liu Xiaodong, Sun Yuan e Peng Yu, Wang Du, Wang Qingsong, Weng Fen, Yang Fudong, Yang Yong, Yang Zhenzhong, Yan Lei, Yin Zhaoyang, Zeng Fanzhi, Zhang Xiaogang, Zheng Guogu, ovvero i principali esponenti delle ultime generazioni e che hanno tutti ottenuto importanti riconoscimenti internazionali. Si tratta di artisti che con il loro lavoro riflettono sull'impatto che l'attuale società ha sull'esperienza personale, oltre a denunciare l'alienazione degli individui nell'odierno ambiente urbano.
Pechino 2008: il tempo, gli animali, la storia
Un'opera di Huang Rui
Museo delle Mura, via di Porta San Sebastiano Cartina 地图
9 Febbraio - 8 Giugno 2008
Orario: Da martedì a domenica dalle 9.00 alle 14.00
La biglietteria chiude trenta minuti prima. Chiuso lunedì e il 1 maggio.
Biglietto d'ingresso: € 3,00 intero, € 1,50 ridotto
Informazioni e prenotazioni: 060608 tutti i giorni dalle 9.00 alle 22.30
Sito internet 网站
Pechino 2008: il tempo, gli animali, la storia. Un’opera di Huang Rui è il titolo della grande installazione che Huang Rui, uno dei più importanti artisti cinesi contemporanei, ha appositamente concepito per il Museo delle Mura di Porta San Sebastiano, affascinato dalle grandi costruzioni in mattoni della capitale come le Mura di Roma.
Huang Rui ha tratto ispirazione per un grande lavoro che fa del mattone, elemento di per sé semplice e modesto, un simbolo della memoria storica così come dell’interminabile processo di distruzione e ricostruzione che caratterizza le metropoli contemporanee.
Nell’anno delle Olimpiadi, Beijing 2008 è un’opera costituita da 2008 vecchi mattoni collocati a terra, provenienti da vecchi “hutong”, edifici ora in demolizione in vista di un ammodernamento urbanistico della città di Pechino. I mattoni recano un significato storico, legato alla concezione orientale del tempo, in confronto immediato con la cultura occidentale: ognuno, infatti, porta inciso un anno, indicato sia dalla scansione temporale in uso in Occidente (da 1 a 2008), sia dal calendario cinese, insieme ai nomi delle dinastie imperiali corrispondenti. I mattoni sono collocati in 38 gruppi di 60 anni, scanditi ognuno da un segno zodiacale cinese, a cominciare dall’anno 221 a.C.: l’anno dell’animale del primo imperatore Qin Shi Huangdi, il Topo. L’anno 2008, 59 P.R.C., sarà ancora del Topo, indicando così l’inizio di un nuovo ciclo.
Wenzhou, la patria dei cinesi d'Italia
Mostra fotografica di Alessandro Lisci
a cura di Giorgio Trentin, Sinologo
Testi di Angela Camuso, giornalista
SPAZIMULTIPLI / TESTACCIOLAB, via A. Vespucci, 26 Roma Cartina 地图
19 Maggio - 13 Giugno 2008
Sito internet 网站
Alessandro Lisci racconta in esclusiva la realtà variegata di Wenzhou, megalopoli cinese da cui proviene il 90% dei cinesi presenti in Italia. La mostra, a cura del sinologo Giorgio Trentin, è la rappresentazione inedita di una quotidianità geograficamente lontana eppure tanto vicina a noi, perché è la quotidianità lasciata in patria dagli abitanti delle nostre Chinatown.
Affiancato nel suo reportage dalla giornalista Angela Camuso, Lisci si discosta dalle consuete edulcorate rappresentazioni dell'universo cinese facendo scoprire il bello e il brutto dietro gli scenari del regime, nella palpitante realta' di tutti giorni. Anche a costo di rischiare molto - come quando ha documentato per "L'Espresso" la prima intervista mai rilasciata da sacerdoti cattolici clandestini - Lisci si infila in fabbriche traballanti e cantieri di demolizione, senza trascurare i sorrisi di un popolo che assapora i frutti del miracolo economico. Osservare Wenzhou è come guardare al retrovisore l'economia cinese al galoppo.
TianAnMen 天安门
Sheng Qi
16 maggio - 15 giugno 2008
orario: tutti i giorni dalle 11 alle 12.30 e dalle 17.30 alle 19.30
vernissage: 16 maggio 2008. ore 18
Galleria Mediterranea, Via Mariano D'Amelio 12 Cartina 地图
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Sheng Qi lavora ed esprime il suo dissenzo in Cina con le armi della cultura, denunciando i costi altissimi della trasformazione sociale pagata solo dalle classi subalterne e dalla forza lavoro che, in disaccordo con il capitale di rischio internazionale della globalizzazione, ne subisce tutte le violenze con inquinamento, perdita dei diritti sociali, perdita di sicurezza ed una bassa qualità della vita

Istituto Italiano di Cultura 意大利大使馆文化处
info: sito internet 网站
Canton 广州

Fiera campionaria
15-30 aprile
Ningbo 宁波

Fiera internazionale dei prodotti di consumo
中国国际日用消费品博览会
8-12 giugno













